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59. Copia, collegamento, spostamento e cancellazione

Quelle indicate nel titolo sono fasi fondamentali dell'amministrazione dei dati. Nello stesso modo sono anche operazioni molto delicate. La tabella 59.1 elenca i programmi a cui si accenna in questo capitolo.

Programma Descrizione
cp Copia.
ln Crea dei collegamenti.
install Copia attribuendo permessi e proprietà ai file di destinazione.
dd Copia a basso livello.
mv Sposta o rinomina i file.
rm Cancella.

Tabella 59.1: Riepilogo dei programmi per la copia, la creazione di collegamenti, lo spostamento e la cancellazione di file e directory.

59.1 Copia e collegamento

La copia genera un altro file o un'altra directory, il collegamento genera un riferimento aggiuntivo agli stessi dati di origine: assomiglia alla copia, ma rappresenta solo un modo per fare apparire la stessa cosa in più punti differenti.

Nei sistemi Unix i collegamenti sono molto importanti e vengono usati di frequente. Si distinguono due tipi di questi: collegamenti simbolici (symbolic link) e collegamenti fisici (hard link). Attraverso il collegamento fisico si creano dei riferimenti a dati esistenti in modo non distinguibile da quelli originali; i collegamenti simbolici sono dei file speciali e per questo distinguibili dai file originali.

A fianco del problema della copia di file (o di directory), cioè di entità virtuali per il contenimento dei dati, ci può essere il problema elementare (anche se complicato per l'utente) di trasferire dati attraverso i dispositivi in modo diretto (copia a basso livello).

59.1.1 Collegamenti simbolici

Si è accennato al fatto che i collegamenti simbolici sono dei file speciali, distinguibili dai file originali. Si creano normalmente utilizzando il programma `ln', con l'opzione `-s', come nell'esempio seguente:

ln -s /bin/sh ./sh[Invio]

Seguendo l'esempio, se si leggono le caratteristiche del file `./sh' attraverso `ls', si può notare l'indicazione esplicita del fatto che si tratti di un riferimento al file `/bin/sh' (il quale potrebbe essere un altro collegamento, ma questo adesso non è importante).

ls -l sh[Invio]

lrwxrwxrwx   1 tizio    tizio           7 Mar  2 10:16 sh -> /bin/sh

La lettera che appare all'inizio dei permessi, «l», indica esplicitamente che si tratta di un collegamento simbolico. Alla fine, viene indicato anche a chi punta il collegamento: `-> /bin/sh'.

Si può osservare inoltre che i permessi di un collegamento simbolico non esistono. Formalmente vengono mostrati come attivi tutti i permessi degli ultimi 9 bit (lettura, scrittura ed esecuzione per tutti gli utenti), perché quelli che contano sono in realtà i permessi del file (o della directory) cui effettivamente punta il collegamento simbolico.

L'esistenza dei collegamenti simbolici altera la logica normale della copia: ha senso copiare i file a cui i collegamenti puntano, o ha senso copiare i collegamenti? Solitamente si considera che la gestione dei collegamenti simbolici debba essere trasparente, come se questi non esistessero e si trattasse effettivamente dei file a cui loro puntano. Ciò fino a quando non si fa esplicitamente riferimento ai collegamenti in quanto tali.

59.1.2 Collegamenti fisici

La gestione dei collegamenti fisici è più seria, nel senso che deve essere riservata a situazioni di particolare necessità. Attraverso il collegamento fisico si creano dei riferimenti a dati esistenti in modo non distinguibile da quelli originali; in pratica, due voci nella stessa directory, o in directory differenti, possono puntare allo stesso file.

Quando si cancella un file, si elimina il riferimento al suo inode dalla directory che lo contiene formalmente. Quando un inode non ha più riferimenti, viene considerato libero, e può essere riutilizzato per un altro file. In altre parole, se si utilizzano i collegamenti fisici, un file viene cancellato effettivamente quando sono stati eliminati tutti i riferimenti a questo.

Per comprendere in pratica cosa accade, si può provare con gli esempi seguenti.

touch mio_file[Invio]

ls -l mio_file[Invio]

-rw-rw-r--   1 tizio    tizio           0 Mar  2 10:48 mio_file

ln mio_file tuo_file[Invio]

ls -l mio_file tuo_file[Invio]

-rw-rw-r--   2 tizio    tizio           0 Mar  2 10:48 mio_file
-rw-rw-r--   2 tizio    tizio           0 Mar  2 10:48 tuo_file

Come si vede, con questa serie di operazioni si è giunti ad avere due file, apparentemente indipendenti, ma se viene modificato il contenuto di uno si vedono le modifiche anche sull'altro. Dal momento che i permessi e la proprietà dei file (UID e GID) sono informazioni contenute nell'inode, la modifica di questi si ripercuote su tutti i collegamenti.

Si può osservare il numero che appare dopo i permessi: due. Indica quanti riferimenti ha l'inode corrispondente. In pratica, quel numero indica quante voci puntano a quello stesso file. Non si può sapere facilmente quali siano gli altri riferimenti. Si può solo conoscere il numero dell'inode.

ls -l -i mio_file tuo_file[Invio]

270385 -rw-rw-r--   2 tizio    tizio           0 Mar  2 10:48 mio_file
270385 -rw-rw-r--   2 tizio    tizio           0 Mar  2 10:48 tuo_file

Come si vede, i due file hanno lo stesso inode (il numero che appare prima dei permessi), quindi sono lo stesso file.

59.1.3 Directory e collegamenti fisici

Ogni directory contiene due riferimenti convenzionali: uno a se stessa e uno alla directory precedente (`.' e `..'). Si tratta di nomi di file a tutti gli effetti, che puntano agli inode della directory stessa e di quella precedente.

l'inode di una directory ha pertanto almeno due riferimenti: quello che serve a raggiungere la directory stessa, a partire dalla sua directory precedente, e quello rappresentato dal punto singolo (directory corrente).

Quando una directory ne contiene un'altra, allora il numero di riferimenti alla directory di partenza aumenta, perché la directory che si aggiunge ha un riferimento alla sua directory precedente.

mkdir miadir[Invio]

ls -l -d -i miadir[Invio]

 157715 drwxrwxr-x   2 tizio    tizio        1024 Mar  2 11:22 miadir

L'esempio mostra semplicemente il riferimento alla directory `miadir/' contenuto nella sua directory precedente. Si può provare a leggere il contenuto della directory appena creata.

cd miadir[Invio]

ls -l -i -a miadir[Invio]

 157715 drwxrwxr-x   2 tizio    tizio        1024 Mar  2 11:22 .
 536615 drwxrwxr-x   3 tizio    tizio        3072 Mar  2 11:22 ..

Come si può osservare, il file indicato con un punto singolo (`.') ha lo stesso numero di inode della directory `miadir/', e questo spiega il motivo per cui una directory ha almeno due riferimenti (collegamenti fisici).

La directory precedente, rappresentata dai due punti in sequenza (`..'), ha tre riferimenti totali per il solo fatto che esiste questa directory (in pratica: i due riferimenti naturali, più questo, perché esiste questa directory).

59.1.4 $ cp

cp [<opzioni>] <origine> <destinazione>

cp [<opzioni>] <origine>... <directory>

Copia i file. Se vengono specificati solo i nomi di due file, il primo viene copiato sul secondo, viene cioè generata una copia che ha il nome indicato come destinazione. Se il secondo nome indicato è una directory, il file viene copiato con lo stesso nome nella directory. Se vengono indicati più file, l'ultimo nome deve essere una directory e verranno generate le copie di tutti i file indicati nella directory di destinazione. In mancanza di altre indicazioni, le directory non vengono copiate.

`cp' può essere pericoloso perché può sovrascrivere altri file senza preavviso. Per ridurre le possibilità di errori, conviene creare un alias in modo che `cp' funzioni sempre con l'opzione `-i'. Se poi si ha la necessità di sovrascrivere i file di destinazione, si può sempre utilizzare l'opzione `-f'.

Alcune opzioni

-a | --archive

Equivalente a `-dpR', utile per l'archiviazione o comunque per la copia di collegamenti simbolici così come sono.

-b | --backup

Mantiene delle copie di sicurezza dei file che vengono sovrascritti con la copia.

-d | --no-dereference

Copia i collegamenti simbolici mantenendoli come tali, invece di copiare i file a cui i collegamenti si riferiscono.

-f | --force

Sovrascrittura forzata dei file di destinazione.

-i | --interactive

Richiede una conferma per la sovrascrittura nel caso in cui esistano già dei file con i nomi uguali a quelli di destinazione della copia.

-l | --link

Crea un collegamento fisico invece di copiare i file (non vale per le directory).

-s | --symbolic-link

Crea un collegamento simbolico invece di copiare i file (non vale per le directory).

-P | --parents

Copia anche il percorso indicato nel file di origine.

-p | --preserve

Mantiene le proprietà, le modalità dei permessi originali e le date originali.

-r

Copia file e directory in modo ricorsivo (includendo le sottodirectory), considerando tutto ciò che non è una directory come un file normale.

-R | --recursive

Copia file e directory in modo ricorsivo (includendo le sottodirectory).

-S <suffisso-di-backup> | --suffix=<suffisso-di-backup>

Permette di definire il suffisso da utilizzare per le eventuali copie di sicurezza delle versioni precedenti. Se non viene specificato con questa opzione, si utilizza il simbolo contenuto nella variabile di ambiente `SIMPLE_BACKUP_SUFFIX'. Se anche questa variabile non è stata predisposta, si utilizza il simbolo tilde (`~').

-V <tipo-di-backup> | --version-control=<tipo-di-backup>

Permette di definire esplicitamente il modo con cui gestire le copie di sicurezza delle versioni precedenti, quando si usa anche l'opzione `-b'. Per la precisione cambia il tipo di estensione che viene aggiunto ai file:

  • `t', `numbered'

    le copie di sicurezza hanno un'estensione numerata;

  • `nil', `existing'

    mantiene le copie di sicurezza solo per i file che hanno già una o più copie di sicurezza numerate;

  • `never', `simple'

    esegue una copia di sicurezza semplice, ovvero ne mantiene una sola copia.

Se questa opzione non viene indicata, si prende in considerazione il valore della variabile di ambiente `VERSION_CONTROL'.

Variabili

VERSION_CONTROL

Permette di definire la modalità di gestione delle copie di sicurezza delle versioni precedenti in modo predefinito. I valori attribuibili a questa variabile sono gli stessi utilizzati come argomento dell'opzione `-V'.

SIMPLE_BACKUP_SUFFIX

Definisce il simbolo da utilizzare come suffisso per i nomi dei file che rappresentano le copie di sicurezza.

Esempi

cp -r /test/* ~/prova

Copia il contenuto della directory `/test/' in `~/prova/', copiando anche eventuali sottodirectory contenute in `/test/'.

cp -r /test ~/prova

Copia la directory `/test/' in `~/prova/' (attaccando `test/' a `~/prova/'), copiando anche eventuali sottodirectory contenute in `/test/'.

cp -P aa/bb/cc miadir

Copia il file `aa/bb/cc' in modo da ottenere `miadir/aa/bb/cc'. Le directory intermedie, eventualmente mancanti, vengono create.

59.1.5 $ ln

ln [<opzioni>] <origine> <destinazione>

ln [<opzioni>] <origine>... <directory>

Crea un collegamento tra file o tra directory. Se viene specificata un'origine e una destinazione, quest'ultima sarà il nuovo collegamento che punta al nome indicato come origine (e può trattarsi anche di una directory). Se vengono specificati più nomi nell'origine, l'ultimo argomento deve essere una directory e si intende che al suo interno verranno creati tanti collegamenti quanti sono i nomi indicati come origine. Se non viene specificato diversamente attraverso le opzioni, vengono creati dei collegamenti fisici e non dei collegamenti simbolici.

`ln' utilizza le variabili di ambiente `VERSION_CONTROL' e `SIMPLE_BACKUP_SUFFIX' nello stesso modo di `cp'.

Alcune opzioni

-b | --backup

-f | --force

-i | --interactive

-S | --suffix

-V | --version-control

Le opzioni sopra indicate funzionano nello stesso modo di `cp'.

---------

-s | --symbolic-link

Crea un collegamento simbolico invece di creare un collegamento fisico.

-d | -F | --directory

Permette all'utente `root' di creare un collegamento fisico per una directory, ma questa operazione dovrebbe essere impedita poi dal kernel Linux.

-n | --no-dereference

Quando la destinazione corrisponde a un collegamento simbolico preesistente che punta verso una directory, il funzionamento normale prevederebbe la creazione del collegamento in quella directory. Usando questa opzione si intende evitare ciò, rimpiazzando quel collegamento simbolico. Per poter attuare in pratica la cosa, occorre anche utilizzare l'opzione `-f'.

Esempi

ln -s /bin/ls ~/elenco

Crea il collegamento simbolico `elenco', all'interno della directory personale, che punta a `/bin/ls'. Eseguendo `~/elenco' si ottiene in pratica di eseguire il comando `ls'.

ln /bin/ls ~/elenco

Crea il collegamento fisico `elenco', all'interno della directory personale, che punta a `/bin/ls'. Eseguendo `~/elenco' si ottiene in pratica di eseguire il comando `ls'.

ln -s /bin/* ~/

Crea una serie di collegamenti simbolici all'interno della directory personale per tutti i file contenuti in `/bin'. Per ogni collegamento simbolico che viene creato, il percorso di questo sarà assoluto e inizierà con `/bin/'.

cd /bin ; ln -s * ~/

In questo esempio, rispetto a quanto mostrato in quello precedente, il comando di creazione dei collegamenti simbolici viene dato nel momento in cui ci si trova nella directory `/bin/', in riferimento a tutti i file della stessa. Quello che si ottiene nella directory personale dell'utente è la creazione di collegamenti simbolici diretti a se stessi, e quindi perfettamente inutili.

ln -s /bin ~/binari

Crea il collegamento simbolico `~/binari' alla directory `/bin/'. Eseguendo `cd ~/binari' ci si ritroverà in `/bin/'.

59.1.6 $ install

install [<opzioni>] <origine>... <destinazione>

install [<opzioni>] -d <directory>...

Copia i file attribuendo i permessi e le proprietà stabilite. In pratica, si comporta in modo simile a `cp' con in più la possibilità di definire gli attributi dopo la copia e di creare tutte le directory necessarie. È usato tipicamente per l'installazione di programmi.

Alcune opzioni

-b | --backup

-S | --suffix

-V | --version-control

Le opzioni sopra indicate funzionano nello stesso modo di `cp'.

---------

-d <directory>... | --directory=<directory>...

Crea le directory indicate, definisce l'utente proprietario, il gruppo proprietario e i permessi in base alle altre opzioni.

-g <gruppo> | --group=<gruppo>

Definisce il gruppo proprietario dei file installati o delle directory.

-m <modalità> | --mode=<modalità>

Definisce i permessi in modo analogo alla sintassi di `chmod' ( 58.2.5).

-o <proprietario> | --owner=<proprietario> 

Definisce l'utente proprietario dei file installati o delle directory.

59.1.7 $ dd

dd [<opzioni>] 

`dd' (Data Duplicator o Data Dump) è un programma di copia a basso livello. Le opzioni sono definite in modo strano rispetto ai normali programmi di utilità Unix: non sono prefissate dal solito trattino (`-'). Se tra le opzioni non vengono definiti i file di input o di output, si usano rispettivamente lo standard input e lo standard output.

Molte delle opzioni utilizzano un argomento numerico. Questi argomenti numerici possono essere indicati anche con l'ausilio di moltiplicatori posti subito dopo il numero stesso:

Opzioni

if=<file> 

Legge i dati dal file indicato invece che dallo standard input.

of=<file> 

Scrive i dati nel file indicato invece che attraverso lo standard output. In questo caso, se il file indicato esiste già e la quantità di dati da scrivere è inferiore alla sua vecchia dimensione, questo file viene troncato alla dimensione nuova. Questa regola non vale più se si utilizza un tipo di conversione `notrunc' (viene descritto più giù).

ibs=<numero-di-byte> 

Legge a blocchi di byte della quantità indicata dall'argomento.

obs=<numero-di-byte> 

Scrive a blocchi di byte della quantità indicata dall'argomento.

bs=<numero-di-byte> 

Legge e scrive a blocchi di byte della quantità indicata dall'argomento. Questa opzione annulla eventuali dichiarazioni fatte attraverso `ibs' e `obs'.

cbs=<numero-di-byte> 

Definisce la dimensione della memoria di conversione (buffer). In pratica determina la dimensione del blocco da utilizzare quando si devono effettuare delle conversioni nella codifica. Più avanti viene descritto il significato di questa opzione, in corrispondenza della descrizione dei tipi di conversione attuabili.

skip=<numero-di-blocchi> 

In fase di lettura del file di input, salta il numero di blocchi indicato come argomento, dall'inizio del file, prima di iniziare la copia. I blocchi in questione corrispondono a quanto definito con `ibs' o con `bs'.

seek=<numero-di-blocchi> 

In fase di scrittura del file di output, salta il numero di blocchi indicato come argomento prima di iniziare la copia. I blocchi in questione corrispondono a quanto definito con `obs' o con `bs'. Il risultato dell'azione di saltare dei blocchi in fase di scrittura cambia a seconda che il file di destinazione sia già esistente o meno. Se il file esiste già, i byte dei blocchi saltati vengono lasciati inalterati e nel file si comincia a scrivere dopo la posizione indicata: se poi il file è troppo corto, questo viene allungato. Se il file non esiste, i byte dei blocchi da saltare vengono scritti con un valore nullo (<NUL>).

count=<numero-di-blocchi> 

Determina la quantità di blocchi da scrivere: si tratta di blocchi di input e quindi di quelli definiti attraverso l'opzione `ibs' o `bs'. Senza l'indicazione di questa opzione, la copia è sempre completa (a meno che non si saltino delle porzioni con l'opzione `skip').

conv=<conversione>[,<conversione>]...

Permette di definire il tipo di conversione, anche attraverso passaggi successivi. Il tipo di conversione viene specificato con il nome che lo identifica. Se si intendono applicare passaggi successivi, i tipi di conversione si separano con una virgola senza spazi prima o dopo la stessa.

Tipi di conversione

ascii 

Converte dalla codifica EBCDIC a ASCII.

ebcdic 

Converte dalla codifica ASCII a EBCDIC.

ibm 

Converte dalla codifica ASCII-IBM a EBCDIC.

block 

Tratta le righe di ingresso come record terminati dal codice di interruzione di riga. Questi record vengono troncati o allungati in modo da corrispondere alla dimensione indicata attraverso l'opzione `cbs'. Alla fine, i codici di interruzione di riga risultano trasformati in spazi normali (<SP>), a meno che i record non siano stati troncati prima, e se si è reso necessario un allungamento dei record, è sempre il carattere spazio a essere aggiunto.

In pratica, il risultato finale è quello di un file con i record di dimensione uguale e per questo senza più alcuna terminazione attraverso codici di interruzione di riga.

unblock 

Esegue l'operazione opposta di `block': il file in ingresso viene letto a blocchi di dimensione stabilita attraverso l'opzione `cbs' e gli spazi finali di ogni blocco vengono sostituiti con il codice di interruzione di riga.

lcase 

Trasforma le lettere maiuscole in minuscole.

ucase 

Trasforma le lettere minuscole in maiuscole.

swab 

Scambia le coppie di byte: ciò può essere utile quando i dati in questione sono interi a 16 bit da trasformare in, o da, una piattaforma Intel. (Nelle piattaforme Intel, gli interi a 16 bit sono scritti in modo da invertire la sequenza normale dei 2 byte che si utilizzano).

noerror 

Nel caso si verifichi un errore di lettura, continua ugualmente l'operazione.

notrunc 

Il file in uscita non viene troncato. Questo argomento è utile nel caso si scriva su file già esistenti: se dopo la trasformazione che si fa, la dimensione dei dati in uscita è inferiore a quella che ha già il file su cui si scrive, i dati rimanenti si lasciano come sono senza ridurre la dimensione di questo file.

sync 

Aggiusta la lunghezza di ogni blocco in ingresso, aggiungendo eventualmente il carattere <NUL> (0x00), in modo che la sua dimensione sia uguale a quanto stabilito attraverso l'opzione `ibs'.

Esempi

Il programma `dd' viene usato normalmente per riprodurre le immagini di dischetti, anche se nella maggior parte dei casi è sufficiente usare `cp'.

---------

dd if=disk.img of=/dev/fd0

In questo caso si trasferisce semplicemente il file `disk.img' nel dischetto (inizializzato precedentemente). Nessun'altra indicazione è stata data, per cui si presume che il file sia adatto al formato di dischetto che si sta utilizzando.

dd if=disk.img of=/dev/fd0 obs=18k

Rispetto all'esempio precedente, si immagina di avere a disposizione un dischetto da 1440 Kbyte (e naturalmente che il file-immagine sia adatto a questo tipo di dischetto). Un dischetto da 3,5 pollici con questo formato è composto da cilindri contenenti 18+18 settori di 512 Kbyte: 2*18*512 = 18 Kbyte. Specificando l'opzione `obs=18k' si intende fare in modo che `dd' fornisca al dispositivo `/dev/fd0' blocchi di quella dimensione per facilitare l'operazione di scrittura.

dd if=disk.img of=/dev/fd0 obs=18k count=80

Rispetto all'esempio precedente, viene specificato il numero di blocchi da scrivere: 80, pari al numero dei cilindri. In questo modo, se il file in ingresso fosse più grande, non ci sarebbe alcun tentativo di superare tale limite.

59.2 Spostamento e cancellazione

Lo spostamento è una sorta di copia e cancellazione dell'originale. Attraverso questo meccanismo si ottiene anche il cambiamento del nome di file e directory: un cambiamento di nome puro e semplice non è possibile. Questo fatto deve essere considerato quando si valutano le conseguenze dei permessi attribuiti ai file e alle directory, e quando si valuta l'eventuale pericolosità di questo tipo di operazione: cambiare nome a un file in modo errato può provocare la sovrascrittura di un altro.

La cancellazione è sempre l'operazione più pericolosa. Nei filesystem Second-extended non è molto facile recuperare i dati cancellati. Piuttosto di cancellare, sarebbe meno pericoloso spostare temporaneamente i file in una directory che funge da cestino. Nella sezione 59.2.3 viene mostrato uno script in grado di gestire agevolmente una sorta di cestino del genere.

59.2.1 $ mv

mv [<opzioni>] <origine>... <destinazione>

Sposta i file o le directory. Se vengono specificati solo i nomi di due elementi (file o directory), il primo viene spostato o rinominato in modo da ottenere quanto indicato come destinazione. Se vengono indicati più elementi (file o directory), l'ultimo argomento deve essere una directory: verranno spostati tutti gli elementi elencati nella directory di destinazione. Nel caso di spostamenti attraverso diversi filesystem, vengono spostati solo i file normali, e quindi: né collegamenti, né directory.

`mv' può essere pericoloso perché può sovrascrivere altri file senza preavviso. Per ridurre le possibilità di errori, conviene creare un alias in modo che `mv' funzioni sempre con l'opzione `-i'. Se poi si ha la necessità di sovrascrivere i file di destinazione, si può sempre utilizzare l'opzione `-f'.

Alcune opzioni

-b | --backup

-f | --force

-i | --interactive

-S | --suffix

-V | --version-control

Le opzioni sopra indicate funzionano nello stesso modo di `cp'.

59.2.2 $ rm

rm [<opzioni>] <nome>...

Rimuove i file indicati come argomento. In mancanza dell'indicazione delle opzioni necessarie, non vengono rimosse le directory.

Alcune opzioni

-r | -R | --recursive

Rimuove il contenuto delle directory in modo ricorsivo.

-i | --interactive

Chiede una conferma esplicita per la cancellazione di ogni file.

-d | --directory

Elimina le directory trattandole come se fossero dei file normali. In pratica, i file e le altre directory che dovessero eventualmente essere contenuti, non vengono rimossi prima: viene semplicemente interrotto il loro collegamento. L'operazione può essere pericolosa perché ci potrebbero essere dei file aperti al di sotto di queste directory che si rimuovono e questa situazione non verrebbe verificata. Inoltre, dopo un'azione di questo tipo, il filesystem deve essere controllato in modo da eliminare gli errori che si generano: la presenza di file senza riferimenti è un errore.

-f | --force

Ignora l'eventuale assenza di file per i quali si richiede la cancellazione e non chiede conferme all'utente. Può essere utile quando si prepara uno script e non è importante se ciò che si cancella esiste già o meno.

Esempi

rm prova

Elimina il file `prova'.

rm ./-r

Elimina il file `-r' che inizia il suo nome con un trattino, senza confondersi con l'opzione `-r' (ricorsione).

rm -r ~/varie

Elimina la directory `varie/' che risiede nella directory personale dell'utente, insieme a tutte le sue eventuali sottodirectory.

Attenzione

`rm' è pericolosissimo perché è potente e irreversibile. Gli errori più frequenti, e disastrosi, sono causati da sbagli nella digitazione dei comandi o da cattiva valutazione dell'effetto di uno di questi. Ci sono tre cose da fare per ridurre i rischi di disastri:

  • evitare il più possibile di accedere come utente `root';

  • controllare il comando che si vuole eseguire;

  • creare un alias in modo che `rm' funzioni sempre con l'opzione `-i'.

Gli errori più frequenti da evitare sono i seguenti.

rm prova *

L'intenzione era quella di eliminare solo i file che iniziano con la parola `prova', in realtà, è stato inserito uno spazio involontario tra `prova' e l'asterisco. In tal modo, viene cancellato il file `prova', e poi tutto quello che si trova nella directory corrente.

rm -r .*

L'intenzione era quella di eliminare tutti i file e le directory nascoste (cioè tutto ciò che inizia con un punto) contenute nella directory corrente. In realtà si cancellano sì i file nascosti, ma con essi anche la directory corrente (`.') e la directory precedente (`..'). In pratica, se i permessi dei file e delle directory lo permettono, si elimina tutto, PROPRIO TUTTO.

59.2.3 Cestino personale

Il modo migliore per non sbagliare utilizzando `rm' è quello di non usarlo. Quello che segue è un esempio di uno script che invece di cancellare sposta i file e le directory in un cestino costituito da una directory speciale collocata nella propria directory personale.

#!/bin/bash
#======================================================================
# ricicla <file>...
#======================================================================

#======================================================================
# Variabili.
#======================================================================

    #------------------------------------------------------------------
    # Il nome del punto di inizio del sistema di riciclaggio.
    #------------------------------------------------------------------
    CESTINO="$HOME/.riciclaggio"
    #------------------------------------------------------------------
    # Questa variabile contiene un nome composto dall'anno, il mese,
    # il giorno, le ore, i minuti e i secondi del momento in cui
    # si esegue lo script.
    # Questo nome verrà utilizzato per ottenere una directory
    # che funga da contenitore dei file da riciclare.
    #------------------------------------------------------------------
    RICICLO=$(date +%Y%m%d%H%M%S)

#======================================================================
# Inizio.
#======================================================================

    #------------------------------------------------------------------
    # Verifica se esiste la directory di partenza del sistema di
    # riciclaggio.
    #------------------------------------------------------------------
    if [ -e $CESTINO ]
    then
        #--------------------------------------------------------------
        # Qualcosa con il nome del cestino esiste già.
        # Si deve verificare che si tratti di una directory.
        #--------------------------------------------------------------
        if [ ! -d $CESTINO ]
        then
            #----------------------------------------------------------
            # Non si tratta di una directory.
            # Non si può procedere con il riciclaggio.
            #----------------------------------------------------------
            echo "Non è possibile procedere con il riciclaggio"
            echo "perché $CESTINO esiste e non è una directory."
            #----------------------------------------------------------
            # Lo script termina restituendo un valore corrispondente
	    # a «falso».
            #----------------------------------------------------------
            exit 1
        fi
    else
        #--------------------------------------------------------------
        # La directory non esiste.
        # Si tenta di crearla.
        #--------------------------------------------------------------
	if ! mkdir $CESTINO
        then
            #----------------------------------------------------------
            # Non è stato possibile creare il cestino: forse
            # ci sono problemi di permessi.
            #----------------------------------------------------------
            echo "Non è possibile creare la directory"
            echo "$CESTINO"
            #----------------------------------------------------------
            # Lo script termina restituendo un valore corrispondente
	    # a «falso».
            #----------------------------------------------------------
            exit 1
        fi
    fi
    #------------------------------------------------------------------
    # Giunti a questo punto, dovrebbe esistere la directory
    # $CESTINO. Si passa a creare la sottodirectory usata per
    # questa particolare operazione di riciclaggio.
    #------------------------------------------------------------------
    if ! mkdir $CESTINO/$RICICLO
    then
        #--------------------------------------------------------------
        # Non è stato possibile creare il cestino: forse
        # ci sono problemi di permessi.
        #--------------------------------------------------------------
        echo "Non è possibile creare la directory"
        echo "$CESTINO/$RICICLO"
        #--------------------------------------------------------------
        # Lo script termina restituendo un valore falso.
        #--------------------------------------------------------------
        exit 1
    fi
    #------------------------------------------------------------------
    # A questo punto sono stati superati tutti gli ostacoli.
    # Si procede con il trasferimento dei dati da eliminare.
    # Se lo spostamento con «mv» non funziona, si tratta di un
    # tentativo di spostare directory attraverso filesystem differenti.
    #------------------------------------------------------------------
    if ! mv $* $CESTINO/$RICICLO 2> /dev/null
    then
        #--------------------------------------------------------------
        # Essendo fallito lo spostamento, almeno in parte, si procede
        # con la copia.
        # La copia viene fatta mantenendo i collegamenti simbolici
	# come tali.
        #--------------------------------------------------------------
        if cp -dpR $* $CESTINO/$RICICLO 2> /dev/null
        then
            #----------------------------------------------------------
            # La copia ha funzionato, si procede a eliminare l'origine.
            #----------------------------------------------------------
            rm -r $*
        fi
    fi
    #------------------------------------------------------------------
    # Si conclude con un resoconto.
    #------------------------------------------------------------------
    echo "I file seguenti sono stati trasferiti in $CESTINO/$RICICLO"
    ls "$CESTINO/$RICICLO"

#======================================================================
# Fine.
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Appunti Linux 2000.04.12 --- Copyright © 1997-2000 Daniele Giacomini --  daniele @ pluto.linux.it


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