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260. Manifesto GNU

testo originale: http://www.fsf.org/gnu/manifesto.html

traduzione originale: http://animal.unipv.it/gnu/manifesto.html

Copyright © 1985 1993 Free Software Foundation, Inc. *1*

260.1 Il Manifesto GNU (traduzione non ufficiale)

Il Manifesto GNU che appare sotto venne scritto da Richard Stallman all'inizio del progetto GNU, per chiedere sostegno e partecipazione. Durante i primi anni il manifesto venne lievemente aggiornato per tener conto degli sviluppi, ma adesso la scelta migliore sembra essere quella di lasciarlo immutato nella forma in cui molti lo hanno visto.

Da allora abbiamo preso atto di fraintendimenti comuni che si potrebbero evitare con una diversa scelta di termini. Le note in calce aggiunte nel 1993 aiutano a chiarire questi punti.

Per una lista aggiornata del software GNU disponibile siete pregati di fare riferimento all'ultimo numero del bollettino GNU. La lista è veramente troppo lunga per essere inclusa qui.

260.1.1 Cos'è GNU? Gnu non è Unix! (Gnu's Not Unix!)

GNU, che sta per Gnu's Not Unix (Gnu non è Unix), è il nome del sistema software completo e Unix-compatibile che sto scrivendo per distribuirlo liberamente a chiunque lo possa usare. *2*

Mi stanno aiutano molti altri volontari. Contributi in tempo, denaro, programmi ed equipaggiamento sono veramente necessari.

Finora abbiamo un editor Emacs con il Lisp per scriverne i comandi, un debugger simbolico, un generatore di parser yacc-compatibile, un linker e circa 35 utility. È quasi pronta una shell (interprete di comandi). Un nuovo compilatore C portabile e ottimizzante ha compilato se stesso e potrebbe essere reso disponibile quest'anno. Esiste un kernel iniziale, ma mancano molte delle caratteristiche necessarie per emulare Unix. Quando il kernel e il compilatore saranno finiti, sarà possibile distribuire un sistema GNU adatto allo sviluppo di programmi. Useremo TeX come formattatore di testi, ma si sta lavorando anche su un nroff. Useremo inoltre il sistema a finestre portabile X. Dopo di questo aggiungeremo un Common Lisp portabile, il gioco Empire, un foglio elettronico e centinaia di altre cose, oltre alla documentazione in linea. Speriamo di fornire, col tempo, tutte le cose utili che normalmente si trovano in un sistema Unix, e anche di più.

GNU sarà in grado di far girare programmi Unix, ma non sarà identico a Unix. Faremo miglioramenti ritenuti utili sulla base dell'esperienza maturata con altri sistemi operativi. In particolare puntiamo ad avere nomi più lunghi per i file, il numero di versione, un filesystem a prova di crash, completamento automatico dei nomi dei file, supporto indipendente dal terminale per la visualizzazione e forse col tempo un sistema a finestre basato sul Lisp, attraverso il quale più programmi Lisp e programmi ordinari siano in grado di condividere lo schermo. Saranno disponibili come linguaggi di programmazione di sistema sia il C che il Lisp. Per la comunicazione cercheremo di supportare UUCP, Chaosnet del MIT e i protocolli di Internet.

GNU è principalmente orientato alle macchine della classe 68000/16000 con memoria virtuale, perché sono quelle dove è più facile farlo girare. Lo sforzo ulteriore per farlo girare su macchine più piccole sarà lasciato a coloro che vorranno usarlo su dette macchine.

Per evitare terribili confusioni siete pregati di pronunciare la `G' nella parola `GNU' quando questa è il nome di questo progetto.

260.1.2 Perché devo scrivere GNU

Penso che la regola d'oro richieda che, se a me piace un programma, io debba condividerlo con le altre persone a cui piace. I venditori di software vogliono dividere gli utenti e appropriarsene, costringendo l'utente all'accordo di non condivisione con altri. Mi rifiuto di rompere in questo modo la solidarietà con gli utenti. Non posso firmare in maniera sincera un'accettazione a non rivelare informazioni o una licenza d'uso del software. Ho lavorato per anni all'interno del laboratorio di Intelligenza Artificiale per resistere a queste tendenze e ad altre mancanze di ospitalità, ma col tempo queste sono andate troppo oltre: non potrei rimanere in un'istituzione dove ciò viene fatto a mio nome contro la mia volontà.

Per poter continuare a usare gli elaboratori senza disonore, ho deciso di raccogliere un `corpus' di software libero in modo da poter proseguire senza l'uso di alcun software che non sia libero. Mi sono dimesso dal laboratorio di I.A. per negare al MIT ogni scusa legale che mi impedisca di distribuire GNU.

260.1.3 Perché GNU sarà compatibile con Unix

Unix non è il mio sistema ideale, ma non è poi così male. Le caratteristiche essenziali di Unix paiono essere buone e penso di poter colmare le lacune di Unix senza rovinarne le caratteristiche. E adottare un sistema compatibile con Unix può risultare conveniente anche ad altre persone.

260.1.4 Come sarà reso disponibile GNU

GNU non è di pubblico dominio. A tutti sarà permesso di modificare e ridistribuire GNU, ma a nessun distributore sarà concesso di porre restrizioni sulla sua ridistribuzione. Questo vuol dire che non saranno permesse modifiche proprietarie. Voglio essere sicuro che tutte le versioni di GNU rimangano libere.

260.1.5 Perché molti altri programmatori desiderano essere d'aiuto

Ho scoperto che molti altri programmatori sono entusiasti di GNU e desiderano essere d'aiuto.

Molti programmatori sono scontenti della commercializzazione del software di sistema. Li può aiutare a far soldi, ma li costringe in generale a sentirsi in conflitto con gli altri programmatori, invece di provare cameratismo. L'atto di amicizia fondamentale tra programmatori è condividere programmi; le politiche di marketing in uso corrente ai giorni nostri essenzialmente proibiscono ai programmatori di trattare gli altri come amici. Gli acquirenti del software devono decidere tra l'amicizia e obbedire alle leggi. Naturalmente molti decidono che l'amicizia è più importante. Ma quelli che credono nella legge non si sentono a proprio agio con questa scelta. Diventano cinici e pensano che programmare sia solo un altro modo di fare soldi.

Usando e lavorando con GNU invece che con programmi proprietari, possiamo sia essere ospitali con ciascuno sia obbedire alle leggi. Inoltre GNU è un esempio che ispira gli altri e una bandiera che li chiama a raccolta perché si uniscano a noi nel condividere. Questo ci può dare una sensazione di armonia che sarebbe irraggiungibile se usassimo software che non sia libero. Per circa la metà dei programmatori che conosco, questa è una fonte importante di felicità che il denaro non può rimpiazzare.

260.1.6 Come si può contribuire

Chiedo ai fabbricanti di elaboratori donazioni in denaro e macchine. Chiedo agli individui donazioni in programmi e lavoro.

Una conseguenza che ci si può attendere se vengono donate delle macchine è che su di esse girerà ben presto GNU. Le macchine devono essere complete, sistemi pronti per l'uso, approvati per l'uso in aree residenziali e non devono richiedere raffreddamento o alimentazione di tipo sofisticato.

Ho trovato moltissimi programmatori ansiosi di contribuire lavorando part-time per GNU. Per la maggior parte dei progetti, questo lavoro part-time distribuito risulterebbe troppo difficile da coordinare; le varie parti scritte indipendentemente non funzionerebbero insieme. Ma, per il compito particolare di rimpiazzare Unix, questo problema non si pone. Un sistema Unix completo contiene centinaia di programmi di utilità, ciascuno documentato separatamente. Molte delle specifiche delle interfacce sono fissate dalla compatibilità con Unix. Se ogni programmatore che contribuisce può scrivere un solo programma che possa essere usato al posto di un programma d'utilità di Unix, e può farlo funzionare correttamente al posto dell'originale su un sistema Unix, allora questi programmi di utilità funzioneranno correttamente quando verranno messi insieme. Anche considerando alcuni problemi inattesi dovuti a Murphy, mettere insieme questi componenti è un lavoro fattibile. (Il kernel richiederà maggiore comunicazione e verrà sviluppato da un gruppo piccolo e compatto.)

Se ricevo donazioni in denaro allora posso essere in grado di assumere qualche persona a tempo pieno o part-time. Il salario non sarà alto, negli standard dei programmatori, ma cerco persone per le quali creare uno «spirito di corpo» sia altrettanto importante del fare soldi. Vedo questa come una via per permettere a delle persone di dedicare tutte le loro energie al lavoro su GNU risparmiando loro la necessità di guadagnarsi da vivere in un altro modo.

260.1.7 Perché tutti gli utenti degli elaboratori ne trarranno beneficio

Una volta che GNU sarà stato scritto, ciascuno potrà ottenere liberamente del buon software di sistema, esattamente come ottiene l'aria. *3*

Questo significa molto di più che far risparmiare a ciascuno il costo di una licenza Unix. Vuol dire evitare l'inutile spreco di replicare ogni volta gli sforzi della programmazione di sistema. Queste energie possono andare invece nell'avanzamento dello stato dell'arte.

I sorgenti completi del sistema saranno disponibili per chiunque. Come risultato, un utente che abbia necessità di apportare dei cambiamenti al sistema sarà sempre in grado di farlo da solo o commissionando i cambiamenti a un programmatore o a una ditta. Gli utenti non saranno più in balia di un solo programmatore o di un'azienda che, avendo la proprietà esclusiva dei sorgenti, sia il solo, o la sola a poter fare le modifiche.

Le scuole avranno la possibilità di fornire un ambiente molto più educativo, incoraggiando tutti gli studenti a studiare e migliorare il software di sistema. I laboratori di informatica di Harvard seguivano la norma per cui nessun programma poteva venir installato nel sistema se i sorgenti non erano pubblicamente visibili, e tennero duro rifiutandosi di installare alcuni programmi. Ciò mi è stato di grande ispirazione.

Infine sarà rimossa la seccatura di considerare chi sia il proprietario del software di sistema e chi abbia o non abbia il diritto di lavorarci.

Disposizioni finalizzate a far si che la gente paghi per usare un programma, incluse le licenze d'uso per le copie, obbligano la società a sopportare un costo tremendo attraverso il pesante meccanismo necessario per decidere quanto una persona deve pagare (cioè quali programmi deve comperare). E solo uno stato di polizia può costringere tutti all'obbedienza. Considerate una stazione spaziale dove l'aria deve essere prodotta artificialmente a un costo elevato: far pagare ogni litro d'aria consumato può essere giusto, ma indossare la maschera col contatore tutto il giorno e tutta la notte è intollerabile, anche se tutti possono permettersi di pagare la bolletta. E le videocamere poste in ogni dove per controllare che tu non ti tolga mai la maschera sono offensive. Meglio finanziare l'impianto di ossigenazione con una tassa pro capite e buttar via le maschere.

Copiare tutto o parte di un programma è così naturale per un programmatore come lo è il respirare. E dovrebbe essere altrettanto libero.

260.1.8 Alcune obiezioni facilmente confutabili agli obiettivi GNU

«Nessuno lo userà se è gratuito perché ciò significa che non potranno contare su alcun supporto.»

«Si deve far pagare il programma per poter pagare l'offerta del supporto.»

Se la gente preferisse pagare per GNU più servizio piuttosto che procurarsi GNU gratuitamente ma senza servizio, allora un'azienda che fornisse solamente il servizio a persone che si sono procurate GNU gratuitamente potrebbe operare avendo dei profitti. *4*

Si deve distinguere tra il supporto sotto forma di lavoro di programmazione e la semplice gestione. Il primo non è ottenibile da un venditore di software. Se il problema non è condiviso da un numero sufficiente di clienti allora il venditore manderà il cliente a quel paese.

Se qualcuno ha bisogno di contare su questo tipo di supporto l'unico modo è avere i sorgenti e gli strumenti necessari. In questo modo si può ingaggiare una qualsiasi persona disponibile per risolvere il problema, senza essere alla mercè di alcun individuo. Con Unix il prezzo dei sorgenti rende ciò improponibile per la maggior parte delle attività commerciali. Con GNU questo sarà invece facile. Sarà sempre possibile che non ci siano persone competenti disponibili, ma questo non potrà essere imputato al sistema di distribuzione. GNU non elimina tutti i problemi del mondo, solo alcuni.

Contemporaneamente, gli utenti che non sanno nulla di elaboratori hanno bisogno di aiuto: per fare cose che potrebbero fare facilmente da soli ma che non sono in grado di fare.

Questi servizi potrebbero essere forniti da aziende che vendono solo gestione e manutenzione. Se è vero che gli utenti sono disposti a pagare per un prodotto con servizio, allora saranno anche disposti a pagare per il servizio avendo avuto il prodotto gratuitamente. Le aziende di servizi si faranno competizione sul prezzo e sulla qualità; gli utenti non saranno legati ad alcuna in particolare. Nel frattempo, chi di noi non avrà bisogno del servizio sarà sempre in grado di usare il programma senza pagare il servizio.

«Non si può raggiungere molta gente senza pubblicità e per finanziarla si deve far pagare il programma.»

«È inutile reclamizzare un programma che la gente può ottenere gratuitamente.»

Ci sono molte forme di pubblicità gratuita o a basso prezzo che possono essere usate per informare un gran numero di utenti di elaboratori riguardo a cose come GNU. Ma può essere vero che la pubblicità può raggiungere molti più utenti di microelaboratori. Se questo è realmente vero, una ditta che reclamizzasse il servizio di copiare e spedire per posta GNU dovrebbe avere abbastanza successo commerciale da rientrare dai costi della pubblicità e di più ancora.

D'altro canto, se molta gente ottiene GNU attraverso gli amici e queste aziende non hanno successo, questo starà a testimoniare che la pubblicità non era veramente necessaria per diffondere GNU. Perché tutti questi difensori del libero mercato non vogliono lasciare che sia il libero mercato a decidere ciò? *5*

«La mia azienda ha bisogno di un sistema proprietario per avere un margine di vantaggio nella competizione.»

GNU toglierà il software di sistema dal regno della competizione. Non si potrà avere un margine di vantaggio sui competitori in questa area, ma egualmente non potranno averlo i competitori. Ognuno si farà concorrenza in altre aree, mentre in questa si avranno mutui benefici. Chi vende sistemi operativi non apprezzerà GNU, ma ciò dipende da loro. Per chi ha un'attività differente, GNU può essere il modo con cui evitare di essere costretti a entrare nel costoso businness della vendita di sistemi operativi.

Mi piacerebbe vedere lo sviluppo di GNU sostenuto da donazioni di vari produttori e utenti, riducendo la spesa di ciascuno. *6*

«Ma i programmatori non hanno diritto a una ricompensa per la loro creatività?»

Se qualcosa ha diritto a una ricompensa è il contribuire a favore della società. La creatività può essere un contributo a favore della società ma solo fin quando la società è libera di usarne i risultati. Se i programmatori hanno diritto a essere premiati per la creazione di programmi innovativi, allora con la stessa logica sono punibili se pongono restrizioni all'uso di questi programmi.

«Il programmatore non dovrebbe essere in grado di richiedere un premio per la sua creatività?»

Non c'è nulla di male nel chiedere di essere retribuiti per il proprio lavoro, o cercare di massimizzare i propri introiti fintanto che non si usano metodi che sono distruttivi. Ma i metodi comuni nel campo del software, al giorno d'oggi, sono distruttivi.

Spremere denaro dagli utenti di un programma imponendo restrizioni sull'uso è distruttivo perché riduce i modi in cui il programma può essere usato. Questo diminuisce la quantità di ricchezza che l'umanità ricava dal programma. Quando c'è una scelta deliberata di porre restrizioni, la conseguenze dannose sono la deliberata distruzione.

La ragione per cui un buon cittadino non usa questi metodi distruttivi per diventare più ricco è che, se lo facessero tutti, tutti si diventerebbe più poveri a causa delle azioni mutuamente distruttive. Questa è l'etica Kantiana, o la Regola Aurea. Poiché non mi piacciono le conseguenze che risulterebbero se tutti sbarrassero l'accesso alle informazioni, sono costretto a considerare sbagliato che uno lo faccia. Specificatamente, il desiderio di una ricompensa per la propria creatività non giustifica il privare il mondo nel suo insieme di parte o tutta questa creatività.

«Ma i programmatori non moriranno di fame?»

Potrei rispondere che nessuno è obbligato a fare il programmatore. La maggior parte di noi non è in grado di andare per strada a fare il mimo. Ma come risultato non siamo condannati a passare la vita per strada a fare i mimi, e morire quindi di fame. Facciamo un altro lavoro.

Ma è la risposta sbagliata, perché accetta l'assunzione implicita di chi pone la domanda, e cioè che senza proprietà del software non è possibile pagare ai programmatori un becco di un quattrino.

La vera ragione per cui i programmatori non moriranno di fame è che sarà per loro egualmente possibile essere pagati per programmare, semplicemente non pagati così tanto come ora.

Porre restrizioni sulle copie non è la sola base degli affari nel software. È la base più comune perché la più redditizia. Se fosse vietata, o rifiutata dall'utente, l'industria del software cambierebbe base organizzativa, adottandone altre ora meno comuni. Ci sono sempre numerosi modi per organizzare un qualunque tipo di affari.

Probabilmente programmare nel nuovo modello organizzativo non sarà più così redditizio come lo è ora. Ma questo non è un argomento contro il cambiamento. Che gli addetti alle vendite ricevano i salari che ora ricevono non è considerata un'ingiustizia. Se i programmatori ricevessero gli stessi salari, non sarebbe nemmeno quella un'ingiustizia (e in pratica farebbero molti più soldi).

«Ma le persone non hanno diritto di controllare come la loro creatività viene usata?»

«Il controllo sull'uso delle proprie idee» in realtà costituisce un controllo sulle vite degli altri; e di solito ciò viene usato per rendere più difficili le loro vite.

Le persone che hanno studiato con cura i vari aspetti del diritto alla proprietà intellettuale (come gli avvocati) dicono che non c'è alcun diritto intrinseco alla proprietà intellettuale. I tipi di supposta proprietà intellettuale riconosciuti dal governo furono creati da specifici atti legislativi per scopi specifici.

Per esempio il sistema di brevetti fu introdotto per incoraggiare gli inventori a rivelare i dettagli delle loro invenzioni. Lo scopo era aiutare la società più che aiutare gli inventori. A quel tempo la validità di 17 anni per un brevetto era breve se confrontata con la velocità di avanzamento dello stato dell'arte. Poiché i brevetti riguardano solo i produttori, per i quali il costo e lo sforzo degli accordi di licenza sono piccoli in confronto all'organizzazione della produzione, spesso i brevetti non costituiscono un gran danno. E non ostacolano gli individui che usano prodotti coperti da brevetto.

L'idea del copyright non esisteva in tempi antichi quando gli autori copiavano estesamente altri autori, tranne che nel campo della narrativa. Questa abitudine era utile, ed è il solo modo attraverso cui almeno parte del lavoro di alcuni autori è sopravvissuto. Il sistema del copyright venne creato espressamente per incoraggiare gli autori. Nel dominio in cui fu inventato (i libri, che possono essere copiati a basso costo solo con apparecchiature tipografiche) non fece molto danno e non pose ostacoli alla maggior parte dei lettori.

Tutti i diritti di proprietà intellettuale sono licenze date dalla società perché si è pensato, correttamente o erroneamente, che garantirle avrebbe giovato alla società nel suo complesso. Ma in ogni situazione particolare dobbiamo chiederci: facciamo realmente bene a dare queste licenze? Che atti permettiamo di compiere a una persona?

Il caso dei programmi ai giorni nostri differisce enormemente da quello dei libri un secolo fa. Il fatto che la via più facile per passare una copia di un programma sia da un vicino a un altro, che il programma abbia un codice sorgente e un codice oggetto che sono cose distinte, e infine il fatto che un programma venga usato più che letto e gradito, combinandosi creano una situazione in cui chi impone un copyright minaccia la società nel suo insieme, sia materialmente che spiritualmente e quindi una persona non dovrebbe farlo, che la legge lo permetta o no.

«La competizione spinge a far meglio le cose.»

Il paradigma della competizione è la gara: premiando il vincitore incoraggiamo ciascuno a correre più velocemente. Quando veramente il capitalismo funziona in questo modo, fa un buon lavoro; ma chi lo difende ha torto nell'asserire che agisce sempre in questo modo. Se i corridori dimenticano per quale ragione è offerto il premio e si concentrano solo sul vincere non curandosi di come, possono trovare altre strategie, come ad esempio attaccare gli altri concorrenti. Se i corridori si azzuffano, arriveranno tutti in ritardo al traguardo.

Il software proprietario e segreto è l'equivalente morale dei corridori che si prendono a pugni. Triste da dire, l'unico arbitro che abbiamo pare non muovere alcuna obiezione ai combattimenti, al più li regolamenta («ogni dieci iarde corse puoi tirare un pugno»). Dovrebbe invece dividerli e penalizzarli anche se solo provassero a combattere.

«Ma senza un incentivo economico non smetterebbero tutti di programmare?»

In realtà molta gente programmerebbe senza alcun incentivo economico. Programmare ha un fascino irresistibile per alcune persone, solitamente per quelli che ci riescono meglio. Non c'è riduzione di musicisti professionisti che possa impedire loro di esistere, anche quando fosse sparita ogni speranza di guadagnarsi da vivere in quel modo.

Ma in realtà questa domanda, anche se posta di frequente, non è adatta alla situazione. La paga per i programmatori non sparirà, solo si abbasserà. Quindi la domanda corretta è: «con un incentivo monetario ridotto, qualcuno si metterà mai a programmare?». La mia esperienza dice che ci si metterà.

Per più di dieci anni molti tra i migliori programmatori del mondo hanno lavorato nel laboratorio di Intelligenza Artificiale per molti meno soldi di quanti ne avrebbero potuti ricevere in ogni altro posto. Hanno avuto riconoscimenti non monetari di moltissimi tipi, ad esempio fama e riconoscenza. E la creatività è anche divertente, un premio per se stessa.

Poi molti se ne sono andati quando hanno avuto una possibilità di fare lo stesso interessantissimo lavoro per un mucchio di soldi.

Ciò che i fatti mostrano è che la gente programma per altre ragioni che non sono la ricchezza; ma se viene data la possibilità di fare la stessa cosa per un mucchio di soldi, allora comincieranno ad aspettarseli e a richiederli. Le organizzazioni che pagano poco lavorano poco in confronto a quelle che pagano molto, ma non sarebbero costrette a lavorare male se quelle che pagano molto fossero bandite.

«Abbiamo disperato bisogno dei programmatori. Se ci chiedono di smettere di aiutare i nostri vicini dobbiamo obbedire.»

Non si è mai così disperati da dover obbedire a questo genere di pretese. Ricordiamo: milioni per la difesa, ma nemmeno un centesimo di tributo di guerra.

«I programmatori devono guadagnarsi da vivere in qualche modo.»

A breve termine è vero. Ma ci sono un'infinità di modi in cui i programmatori possono guadagnarsi da vivere senza vendere i diritti di uso dei programmi. Questa via è comune ai giorni nostri perché porta la maggior quantità di denaro a programmatori e uomini d'affari, non perché sia l'unica via per guadagnarsi da vivere. È facile trovarne altre se ne vogliono trovare. Ecco qui una serie di esempi.

Tutti i tipi di sviluppo possono essere finanziati da una Tassa per il Software:

Le conseguenze:

Nel lungo periodo, rendere liberi i programmi è un passo verso il mondo della post-scarsità, dove nessuno sia obbligato a lavorare molto duramente solo per guadagnarsi di che vivere. La gente sarebbe libera di dedicarsi ad attività divertenti, come programmare, dopo aver passato le 10 ore settimanali necessarie in compiti come legiferare, fare consigli familiari, riparare i robot e prevedere il moto degli asteroidi. Non ci sarà bisogno di guadagnarsi da vivere dalla programmazione.

Abbiamo già ridotto moltissimo la quantità di lavoro che la società nel suo complesso deve fare per ottenere la sua produttività attuale, ma poco di questo si è tradotto in benessere per i lavoratori perché è necessario accompagnare l'attività produttiva con molta attività non produttiva. Le cause principali sono la burocrazia e gli sforzi isometrici contro la concorrenza. Il software libero ridurrà di molto questo drenaggio di risorse nell'area della produzione del software. Dobbiamo farlo affinché i guadagni tecnici in produttività si traducano in meno lavoro per noi.


1.) [NdR: il testo che appare qui è stato ritoccato leggermente per correggere alcuni errori evidenti.]

2.) Il concetto è stato espresso con poca cura. L'intenzione era che nessuno dovesse pagare per il permesso di usare il sistema GNU. Ma le parole non lo esprimono chiaramente, e la gente le interpreta spesso come asserzione che GNU debba sempre essere distribuito in forma gratuita o a basso prezzo. Non è mai stato questo l'intento; più oltre il manifesto parla della possibile esistenza di aziende che forniscano il servizio di distribuzione a scopo di lucro. Di conseguenza ho imparato a distinguere tra «libero» nel senso di libertà e «libero» nel senso di gratuito. Il software libero è il software che gli utenti sono liberi di distribuire e modificare. Alcuni lo avranno gratuitamente, altri dovranno pagare per ottenere le loro copie, e se i fondi aiutano a migliorare il software tanto meglio. La cosa importante è che chiunque ne abbia una copia sia libero di cooperare con altri nell'usarlo.

3.) Questo è un altro punto dove non sono riuscito a distinguere chiaramente tra i due significati di «libero». La frase, così com'è, non è falsa, si possono ottenere gratuitamente copie del software GNU, o dagli amici o attraverso la rete. Ma suggerisce un'idea sbagliata.

4.) Adesso esistono effettivamente molte ditte di questo tipo.

5.) La Free Software Foundation raccoglie la maggior parte dei suoi fondi da un servizio di distribuzione, anche se è più un ente senza fini di lucro che un'azienda. Se nessuno sceglie di ottenere copie del software ordinandole alla FSF, essa sarà incapace di proseguire la propria opera. Ma questo non vuole dire che siano giustificate restrizioni proprietarie per costringere gli utenti a pagare. Se una piccola frazione degli utenti ordina le sue copie dalla FSF, questo sarà sufficiente per tenere a galla la FSF. Quindi chiediamo gli utenti di aiutarci in questo modo. Hai fatto la tua parte?

6.) Un gruppo di aziende ha recentemente costituito un pool per finanziare la manutenzione del nostro compilatore C.


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