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110. Modem e porte seriali

In un elaboratore i386 si hanno generalmente a disposizione due porte seriali, che eventualmente possono essere estese fino a quattro, denominate COM1, COM2,... La tabella 110.1 mostra la corrispondenza tra indirizzi e nomi di dispositivo.

Porta su i386 IRQ I/O dispositivo
COM1 4 0x3f8 /dev/ttyS0
COM2 3 0x2f8 /dev/ttyS1
COM3 4 0x3e8 /dev/ttyS2
COM4 3 0x2e8 /dev/ttyS3

Tabella 110.1: Indirizzi delle porte seriali.

In passato, si distingueva tra dispositivi per la chiamate in uscita, e dispositivi per le chiamate in ingresso. Per le prime si utilizzavano i nomi `/dev/cua*' che sono ormai obsoleti. Attualmente, i dispositivi `/dev/ttyS*' svolgono entrambi i compiti.

Dal momento che la prima e la terza porta seriale, così come la seconda e la quarta, condividono lo stesso IRQ, per evitare conflitti è meglio limitarsi all'utilizzo delle sole prime due porte seriali. Tuttavia, il kernel Linux può gestire delle schede seriali multiple speciali, in cui, con un solo IRQ si hanno a disposizione fino a un massimo di 32 porte seriali.

110.1 Configurazione

Nell'introduzione a questo capitolo è stato descritto subito il problema dei conflitti di configurazione delle porte seriali, quando queste sono più di due. In generale è difficile trovare un elaboratore i386 con più di due porte seriali, ma se si inserisce una scheda aggiuntiva, questa dovrebbe essere configurabile attraverso ponticelli o del software.

Il vero problema sta nel fare in modo che le porte seriali siano individuate correttamente anche quando utilizzano una configurazione non standard. A questo proposito, GNU/Linux offre un programma di utilità specifico per configurare le porte seriali in base alle loro caratteristiche reali: `setserial'.

110.1.1 # setserial

setserial [<opzioni>] <dispositivo> [ <parametro> [<argomento>] ]...

setserial -g [-a] [-b] <dispositivo>...

`setserial' permette di definire o verificare le informazioni sulla configurazione di una porta seriale particolare. Principalmente, si tratta dell'indicazione dell'indirizzo di I/O e del numero di IRQ in cui il kernel si deve aspettare di trovare la porta seriale in questione.

In pratica, l'uso di `setserial' è necessario quando si utilizzano porte seriali configurate in modo non standard, per fare in modo che vengano identificate e trattate secondo la loro configurazione particolare. Quando esiste questa esigenza, dal momento che il kernel dovrebbe essere configurato in tal modo a ogni avvio, è generalmente opportuno programmare l'utilizzo di `setserial' all'interno della procedura di inizializzazione del sistema.

Per fare riferimento alla porta seriale da verificare o di cui si deve definire la configurazione, si utilizza il nome del dispositivo corrispondente, `/dev/ttyS*', subito dopo le eventuali opzioni.

Dopo il nome del dispositivo seriale, vengono indicati i «parametri», che a loro vota sono seguiti da un argomento eventuale. Se `setserial' viene utilizzato senza parametri, oppure con l'opzione `-g', si ottiene semplicemente lo stato attuale della configurazione della porta seriale corrispondente.

Alcune opzioni

-g

Mostra le informazioni sui dispositivi seriali indicati come argomenti.

-a

Quando `setserial' viene utilizzato per informare sullo stato della configurazione, con questa opzione si ottengono tutte le informazioni disponibili.

-b

Quando `setserial' viene utilizzato per informare sullo stato della configurazione, con questa opzione si ottiene solo un riassunto delle informazioni disponibili.

Alcuni parametri

port <indirizzo-I/O>

Permette di definire l'indirizzo di I/O della porta seriale.

irq <indirizzo-irq>

Permette di definire l'indirizzo IRQ della porta seriale.

uart {8250|16450|16550|16550A|16650|16750}

Permette di definire in modo esplicito il tipo di UART utilizzato. Può essere utile quando il sistema di autorilevamento non funziona per qualche ragione, oppure quando il tipo individuato non risulta veritiero. In generale, si distingue tra il tipo 16550A e gli altri; il primo ha una memoria FIFO che viene utilizzata, mentre per gli altri, anche se alcuni ne dispongono, non ne viene attivato l'utilizzo.

spd_hi

Fa in modo che venga utilizzata la velocità di 57600 bps quando l'applicazione ne richiede 38400.

spd_vhi

Fa in modo che venga utilizzata la velocità di 115200 bps quando l'applicazione ne richiede 38400.

Esempi

setserial -g -a /dev/ttyS1

Visualizza tutte le informazioni disponibili sulla seconda porta seriale.

setserial /dev/ttyS2 port 0x2e8

Imposta la configurazione della terza porta seriale corrispondente al dispositivo `/dev/ttyS2', definendo che per questa viene utilizzato l'indirizzo di I/O 0x2e8.

setserial /dev/ttyS2 irq 5

Imposta la configurazione della terza porta seriale, definendo che per questa viene utilizzato il livello di IRQ 5.

setserial /dev/ttyS2 port 0x3e8 irq 5 spd_hi uart 16550

Imposta la configurazione della terza porta seriale, definendo che per questa viene utilizzato l'indirizzo di I/O 0x3e8 e l'IRQ numero 5. Inoltre si stabilisce che si tratta di un UART 16550 (senza FIFO, o non funzionante) e si fa in modo di utilizzare una velocità elevata (57600 bps) quando l'applicazione richiede 38400 bps.

110.1.2 /etc/rc.d/rc.serial

Quando si ha la necessità di configurare una o più porte seriali attraverso `setserial', è opportuno che questa operazione venga svolta ogni volta che si accende l'elaboratore, attraverso la procedura di inizializzazione del sistema. Generalmente si tratta di modificare o creare il file `/etc/rc.d/rc.serial', o un altro nome simile, in relazione all'organizzazione della propria distribuzione GNU/Linux.

110.2 Connettori

Il connettore di un porta seriale presente su un elaboratore i386 può essere di due tipi: maschio DB-25 o maschio DB-9. La porta seriale RS-232C originale utilizza il connettore DB-25, ma dal momento che in pratica si utilizzano solo nove dei 25 contatti, sugli elaboratori i386 sono apparse delle semplificazioni a nove contatti.

Segnale DB-25 DB-9
TD Transmit Data 2 3
RD Receive Data 3 2
RTS Request to Send 4 7
CTS Clear to Send 5 8
DSR Data Set Ready 6 6
Massa dei segnali 7 5
DCD Data Carrier Detect 8 1
DTR Data Terminal Ready 20 4
RI Ring Indicator 22 9

Tabella 110.2: Segnali associati ai contatti delle porte seriali.

110.3 Controllo del flusso o handshaking

Il controllo del flusso dei dati, tra la porta seriale e l'unità periferica a essa connessa, può essere di due tipi:

Il controllo di flusso hardware prevede l'utilizzo dei segnali RTS e CTS per la sincronizzazione tra la porta seriale e la periferica. Si tratta anche del metodo che garantisce la maggiore velocità. Il controllo di flusso software ignora i segnali hardware e utilizza invece i codici XON e XOFF.

110.4 Cavi RS-232C

Si tratta dei cavi utilizzati per connettere un'unità periferica a una porta seriale. A seconda dei componenti da connettere tra loro, si parla di DTE (Data Terminal Equipment) e DCE (Data Communications Equipment). L'elaboratore è sempre un DTE, il modem è un'unità DCE, mentre una stampante o un terminale può essere un DTE.

110.4.1 Cavo DTE-DCE

Quando si connettono due unità eterogenee, come un elaboratore con un modem, si utilizza un cavo seriale composto da un connettore DB-25 maschio, da collegare all'unità periferica DCE, e da un connettore DB-25 o DB-9 femmina, da collegare alla porta seriale dell'elaboratore (DTE). Con questo tipo di cavo, tutti i segnali di un capo sono connessi con gli stessi segnali dell'altro.

Segnale DTE (elaboratore) DTE (elaboratore) DCE (modem)
DB-25 DB-9 DB-25
TD Transmit Data 2 3 2
RD Receive Data 3 2 3
RTS Request to Send 4 7 4
CTS Clear to Send 5 8 5
DSR Data Set Ready 6 6 6
Massa dei segnali 7 5 7
DCD Data Carrier Detect 8 1 8
DTR Data Terminal Ready 20 4 20
RI Ring Indicator 22 9 22

Tabella 110.3: Cavo seriale RS-232C.

110.4.2 Cavo DTE-DTE o Null-modem

Un cavo Null-modem, per la connessione tra due elaboratori (o comunque due unità DTE) attraverso la porta seriale, può essere realizzato utilizzando due connettori DB-25 femmina, oppure DB-9 femmina, oppure un DB-25 e un DB-9 femmina. Se si intende utilizzare un controllo di flusso software, ovvero XON/XOFF, sono sufficienti tre fili, mentre per un controllo di flusso hardware, ovvero RTS/CTS, sono necessari sette fili. Se il cavo ha una schermatura metallica, questa può essere connessa alla parte metallica di uno solo dei due connettori.

In appendice ( B.3, B.4), sono riportati gli schemi delle connessioni necessarie alla realizzazione di questi cavi.

110.5 Modem

La tabella 110.4 elenca alcune sigle utilizzate per identificare le caratteristiche dei modem, in particolare quelle dell'ITU (International Telecommunications Union).

Standard Caratteristiche
V.21 (Bell 103) 300 bps
V.22 (Bell 212A) 1200 bps
V.23 trasmissione/ricezione 1200/75 bps
V.22 bis 2400 bps
V.27 fax
V.29 fax
V.32 4800 bps, 9600 bps
V.32 bis 7200 bps, 12000 bps, 14400 bps
V.34 28800 bps
V.34+ 33600 bps
V.42 correzione errori (include LAP-M)
V.42 bis compressione dati
MNP4 correzione errori
MNP5 compressione dati
V.90 trasmissione/ricezione 31200/56000 bps

Tabella 110.4: Standard sulle caratteristiche dei modem.

Quando si utilizza il modem si distinguono due situazioni: la modalità di comando e la modalità dati. Quando si accende il modem, questo si trova nella modalità di comando, con la quale accetta una serie di comandi dall'elaboratore o dall'unità a cui è collegato, e risponde di conseguenza. Quando si stabilisce una connessione, si passa alla modalità dati, e il modem non accetta più comandi (tranne uno speciale), perché tutto il traffico viene considerato parte della comunicazione.

110.5.1 Insieme esteso di comandi Hayes

I comandi dei modem Hayes compatibili iniziano quasi sempre per «AT» seguito da una serie eventuale di codici di comando alfanumerici e quindi da un codice di ritorno a carrello (<CR>).

AT[<comando>...]

Per esempio:

I comandi di base iniziano con una lettera alfabetica; a questi sono stati aggiunti nel tempo dei comandi estesi che possono iniziare con una e-commerciale (`&'), un simbolo di percentuale (`%'), una barra obliqua inversa (`\') e altri simboli ancora. Quando si fa riferimento a comandi estesi, è difficile stabilire quale sia lo standard; in queste sezioni si vogliono elencare solo i comandi di base e quelli estesi più comuni e quindi più importanti.

110.5.1.1 Comandi senza prefisso AT

Alcuni comandi speciali non fanno uso del solito prefisso di comando AT. Sono pochi e piuttosto importanti.

110.5.1.2 Comandi AT principali

I comandi seguenti richiedono il prefisso AT e sono seguiti dal carattere di ritorno a carrello (<CR>). I comandi prefissati da AT possono essere più o meno complessi e lunghi di conseguenza; questa lunghezza ha un limite che varia da modem a modem. In generale, quando possibile, è opportuno suddividere questi comandi se sono troppo lunghi. *1*

La maggior parte dei casi, i comandi AT sono formati da una sigla iniziale che definisce il tipo di comando e sono seguiti da un parametro numerico. Per esempio, ATH0 serve a chiudere la linea telefonica. Questi comandi possono essere composti senza il parametro finale (cioè senza il numero), quando si vuole fare riferimento allo zero. Quindi, ATH è esattamente uguale a ATH0.

I comandi AT possono contenere spazi, per facilitare la lettura umana. Resta comunque valido il problema del limite massimo alla loro lunghezza, che in tal modo deve tenere conto anche degli spazi aggiuntivi.

AT Descrizione
A Risposta.
DP Composizione a impulsi.
DT Composizione a toni.
E Eco dei comandi.
F Duplex.
H Aggancio.
L Livello sonoro.
M Altoparlante.
Q Codici di risultato.
Sn=x Attribuzione del valore x al registro n.
Sn? Interrogazione del contenuto del registro n.
V Traduzione dei codici di risultato numerici.
X Estensione.
Y Disconnessione automatica.
Z Prelievo del profilo di configurazione dalla memoria non volatile.
&F Prelievo del profilo di configurazione dalla ROM.
&L Linea dedicata o commutata.
&V Visualizza il profilo di configurazione della memoria non volatile.
&W Registra il profilo di configurazione nella memoria non volatile.

Tabella 110.5: Riepilogo dei comandi AT.

110.5.1.3 Registri principali

I registri sono delle caselle di memoria che permettono di ridefinire determinati valori riferiti al comportamento del modem. Per modificare un registro si utilizza il comando ATSn=x, dove n è il numero del registro e x è il valore che gli si vuole assegnare.

Registro Descrizione
S0 Numero di squilli prima della risposta automatica.
S1 Contatore degli squilli.
S2 Codice di escape.
S3 Codice di ritorno a carrello.
S4 Codice per l'avanzamento di riga.
S5 Codice per il backspace.
S6 Secondi di attesa per il segnale di centrale.
S7 Secondi di attesa per la portante.
S8 Secondi di durata della pausa (virgola).
S9 Decimi di secondo per il rilevamento della portante.
S10 Decimi di secondo consentiti per la perdita della portante.
S11 Millisecondi di spaziatura tra i toni di composizione.
S12 Cinquantesimi di secondo per i tempi morti delle sequenze di escape.

Tabella 110.6: Riepilogo dei registri «S» principali.

110.5.2 Indicatori luminosi dei modem esterni

I modem esterni hanno una serie di indicatori luminosi, più o meno standard, che danno un'indicazione istantanea sullo stato di questo. Queste indicazioni sono abbastanza importanti, ed è utile conoscerne il significato.

+------------------------------------------------------------------------+
|	MR	HS	AA	CD	OH	SD	RD	TR	 |
|	*	*	*	*	*	*	*	*	 |
+------------------------------------------------------------------------+

Figura 110.1: Indicatori luminosi dei modem esterni.

110.5.3 Codici di risposta

Quando il modem è configurato in modo da restituire i codici di risposta, questi vengono restituiti in forma verbale o numerica: ATQ0 abilita l'emissione delle risposte, ATV1 visualizza i messaggi in inglese invece che in forma numerica.

codice numerico codice verbale descrizione
0 OK Comando eseguito senza errori
1 CONNECT Connessione stabilita (a 300 bps)
2 RING Il telefono sta suonando
3 NO CARRIER Perdita della portante o mancato rilevamento
4 ERROR Errore nel comando o riga troppo lunga
5 CONNECT 1200 Connessione stabilita a 1200 bps
6 NO DIALTONE Assenza del tono di chiamata
7 BUSY Rilevamento del segnale di occupato
8 NO ANSWER
9/10 CONNECT 2400 Connessione stabilita a 2400 bps
13 CONNECT 9600 Connessione stabilita a 9600 bps
18 CONNECT 4800 Connessione stabilita a 4800 bps
20 CONNECT 7200 Connessione stabilita a 7200 bps
21 CONNECT 12000 Connessione stabilita a 12000 bps
25 CONNECT 14400 Connessione stabilita a 14400 bps
43 CONNECT 16800 Connessione stabilita a 16800 bps
85 CONNECT 19200 Connessione stabilita a 19200 bps
91 CONNECT 21600 Connessione stabilita a 21600 bps
99 CONNECT 24000 Connessione stabilita a 24000 bps
103 CONNECT 26400 Connessione stabilita a 26400 bps
107 CONNECT 28800 Connessione stabilita a 28800 bps
151 CONNECT 31200 Connessione stabilita a 31200 bps
155 CONNECT 33600 Connessione stabilita a 33600 bps
180 CONNECT 33333 Connessione stabilita a 33333 bps
184 CONNECT 37333 Connessione stabilita a 37333 bps
188 CONNECT 41333 Connessione stabilita a 41333 bps
192 CONNECT 42666 Connessione stabilita a 42666 bps
196 CONNECT 44000 Connessione stabilita a 44000 bps
200 CONNECT 45333 Connessione stabilita a 45333 bps
204 CONNECT 46666 Connessione stabilita a 46666 bps
208 CONNECT 48000 Connessione stabilita a 48000 bps
212 CONNECT 49333 Connessione stabilita a 49333 bps
216 CONNECT 50666 Connessione stabilita a 50666 bps
220 CONNECT 52000 Connessione stabilita a 52000 bps
224 CONNECT 53333 Connessione stabilita a 53333 bps
228 CONNECT 54666 Connessione stabilita a 54666 bps
232 CONNECT 56000 Connessione stabilita a 56000 bps
256 CONNECT 28000 Connessione stabilita a 28000 bps
260 CONNECT 29333 Connessione stabilita a 29333 bps
264 CONNECT 30666 Connessione stabilita a 30666 bps
268 CONNECT 32000 Connessione stabilita a 32000 bps
272 CONNECT 34666 Connessione stabilita a 34666 bps
276 CONNECT 36000 Connessione stabilita a 36000 bps
280 CONNECT 38666 Connessione stabilita a 38666 bps
284 CONNECT 40000 Connessione stabilita a 40000 bps

Tabella 110.7: Codici di risposta standard dei modem.

110.5.4 Sequenze di escape

Quando si utilizza un programma per interagire con un modem, e si devono indicare dei comandi AT di qualche tipo, capita spesso la necessità di indicare dei simboli speciali, come il ritorno a carrello, o delle pause nel flusso di questi. Spesso sono validi i codici di escape che si vedono nella tabella 110.8.

Codice Significato
\d Pausa di un secondo.
\p Pausa di 1/10 di secondo.
\n <LF> (line feed).
\r <CR> (carriage return).
\N <NUL>.
\s <SP> (spazio normale).
\t <HT> (tabulazione).
\\ Una barra obliqua inversa singola.

Tabella 110.8: Codici di escape tipici per i programmi che interagiscono con il modem.

110.6 File di dispositivo e collegamenti

I file di dispositivo relativi alle porte seriali di GNU/Linux hanno un nome del tipo `/dev/ttyS*'. Dal momento che, almeno in teoria, è possibile gestire un massimo di 32 porte, i numeri utilizzati vanno da 0 a 31 (`/dev/ttyS0', `/dev/ttyS1', ..., `/dev/ttyS31').

Quando si utilizzano programmi che accedono alle porte seriali, occorre prendersi cura dei permessi associati a questi file di dispositivo, altrimenti saranno utilizzabili solo dall'utente `root'.

ls -l /dev/ttyS[0-3][Invio]

crw-r--r--   4 root     root       4,  64 dic 16 17:30 /dev/ttyS0
crw-r--r--   4 root     root       4,  65 dic 16 17:37 /dev/ttyS1
crw-r--r--   4 root     root       4,  66 mag  5  1998 /dev/ttyS2
crw-r--r--   4 root     root       4,  67 mag  5  1998 /dev/ttyS3

Per esempio, se si vuole rendere disponibile l'utilizzo da parte di tutti gli utenti del modem connesso alla seconda porta seriale, occorrerà agire come segue:

chmod a+rw /dev/ttyS1[Invio]

ls -l /dev/ttyS[0-3][Invio]

crw-r--r--   4 root     root       4,  64 dic 16 17:30 /dev/ttyS0
crw-rw-rw-   4 root     root       4,  65 dic 16 17:37 /dev/ttyS1
crw-r--r--   4 root     root       4,  66 mag  5  1998 /dev/ttyS2
crw-r--r--   4 root     root       4,  67 mag  5  1998 /dev/ttyS3

Quando si ha a disposizione un modem soltanto, può essere opportuno predisporre un collegamento simbolico corrispondente a `/dev/modem', che punti al file di dispositivo corrispondente alla porta seriale a cui è connesso effettivamente il modem stesso. Così facendo, se i programmi che lo utilizzano fanno riferimento a questo collegamento, non occorre più cambiare la loro configurazione quando si sposta il modem: basta cambiare il collegamento.

lrwxrwxrwx   1 root     root           65 dic 16 17:37 /dev/modem -> ttyS1

Ci sono pro e contro sull'utilità di questo collegamento. L'argomento più importante da tenere in considerazione contro la presenza di questo collegamento è il fatto che i programmi che lo utilizzano potrebbero creare dei file di lock che segnalano il suo utilizzo, mentre può sembrare che il dispositivo che viene utilizzato effettivamente sia libero.

Per comodità, negli esempi che si mostreranno in questo capitolo, e anche in altri, si utilizza la convenzione del collegamento `/dev/modem', ma questo non deve essere inteso come un invito a seguire questa strada in modo generalizzato.

110.6.1 Gestione oculata dei permessi

La gestione dei permessi per l'accesso al dispositivo della porta seriale cui è connesso il modem, può essere fatta in modo più proficuo assegnando a questi l'appartenenza a un gruppo diverso da `root', per esempio `uucp', e abbinando questo gruppo agli utenti cui si vuole concedere l'accesso.

Supponendo di voler utilizzare il gruppo `uucp', si potrebbe modificare il file `/etc/group' in modo che al gruppo `uucp' facciano parte anche gli utenti che devono accedere alle porte seriali in uscita. Per esempio, la riga seguente rappresenta il record del file `/etc/group' in cui si dichiara il gruppo `uucp'.

uucp::14:uucp,root,daniele,tizio,caio

Qui, oltre all'utente fittizio `uucp' e all'amministratore `root', viene concesso agli utenti `daniele', `tizio' e `caio' di partecipare a questo gruppo.

110.7 Programmi di comunicazione

Un programma di emulazione di terminale è l'ideale per verificare il funzionamento del modem e soprattutto per poter memorizzare il profilo di configurazione preferito in modo che il comando ATZ lo imposti istantaneamente secondo la proprie necessità. Oltre a tali esigenze, attraverso questo tipo di programma si può effettuare una connessione fittizia al proprio fornitore di accesso a Internet in modo da conoscere precisamente la procedura di connessione e da poter realizzare uno script adeguato.

110.7.1 Accesso brutale al modem

Anche senza un programma di emulazione di terminale si può accedere al modem, utilizzando gli strumenti elementari offerti dal sistema operativo. È sufficiente il programma `cat' utilizzato nel modo seguente (si suppone che il collegamento `/dev/modem' corrisponda al dispositivo seriale abbinato al modem).

cat < /dev/modem &[Invio]

cat > /dev/modem[Invio]

Con questi due comandi, si ottiene di emettere quanto generato dal modem attraverso lo standard output, e di dirigere lo standard input (generato dalla tastiera) verso il modem.

AT[Invio]

AT


OK

In questo modo si può fare (quasi) tutto quello che si potrebbe con un programma di emulazione di terminale. Si può anche simulare la connessione con un ISP, ma forse qualche messaggio potrebbe non essere visualizzato nel momento giusto.

110.7.2 Utilizzo sommario di Minicom

Prima di poter utilizzare Minicom occorre che sia stato predisposto il file `/etc/minirc.dfl' attraverso la procedura di configurazione cui si accede attraverso Minicom quando viene avviato con l'opzione `-s'. Per gli scopi degli esempi riportati in queste sezioni, è sufficiente salvare la configurazione predefinita, in pratica basta che il file `/etc/minirc.dfl' esista e sia vuoto.

Oltre al file di configurazione, occorre aggiungere all'interno del file `/etc/minicom.users' i nomi degli utenti abilitati al suo utilizzo.

Per avviare Minicom (l'eseguibile `minicom') è sufficiente il nome senza argomenti.

minicom[Invio]

Segue un breve esempio nel quale in particolare si interroga il modem per conoscere il profilo di configurazione memorizzato nella memoria non volatile (AT&V).

Minicom 1.71 Copyright (c) Miquel van Smoorenburg

Press CTRL-A Z for help on special keys

AT S7=45 S0=0 L1 V1 X4 &c1 E1 Q0
OK

AT&V[Invio]

ACTIVE PROFILE:
B1 E1 L1 M1 Q0 V1 W0 X4  &B1 &C1 &D2 &G0 &L0 &P0 &Q0 &R0 &S0 &X0 &Y0
%A013 %C1 %G1  \A3 \C0 \G0 \J0 \K5 \N3 \Q3 \T000 \V0 \X0  -J1 "H3 "O032
S00:000 S01:000 S02:043 S03:013 S04:010 S05:008 S06:002 S07:045 S08:002
S09:006 S10:014 S11:095 S12:050 S18:000 S25:005 S26:001 S37:000 S72:000

STORED PROFILE 0:
B1 E1 L2 M1 Q0 V1 W0 X3  &B1 &C1 &D2 &G0 &L0 &P0 &Q0 &R0 &S0 &X0
%A013 %C1 %G1  \A3 \C0 \G0 \J0 \K5 \N3 \Q3 \T000 \V0 \X0  -J1 "H3 "O032
S00:000 S02:043 S03:013 S04:010 S05:008 S06:002 S07:060 S08:002
S09:006 S10:014 S11:095 S12:050 S18:000 S25:005 S26:001 S37:000 S72:000

TELEPHONE NUMBERS:
&Z0=
&Z1=
&Z2=
&Z3=

OK

[Ctrl+a][x]

Nell'esempio, è stato trascurato il fatto che la configurazione predefinita non fosse adatta alla situazione normale delle linee telefoniche italiane. Infatti, la stringa di inizializzazione inviata automaticamente da Minicom al modem conteneva il comando ATX4 che in Italia non è opportuno.

110.7.3 Utilizzo sommario di Seyon

Seyon è un programma di emulazione di terminale che utilizza l'interfaccia grafica X. Se si utilizza il collegamento `/dev/modem' per riferirsi alla porta seriale alla quale è connesso il modem si può avviare l'eseguibile `seyon' nel modo seguente:

seyon -modems /dev/modem

101.jpg

Figura 110.2: Avvio del programma di comunicazione Seyon.

La finestra `Seyon Command Center' permette di accedere alla configurazione dei parametri di comunicazione attraverso il pulsante `Set'.

102.jpg

Figura 110.3: Configurazione della velocità massima di comunicazione attraverso il pannello di comando di Seyon.

La figura 110.4 è un esempio di connessione attraverso comandi scritti direttamente senza l'aiuto del programma di comunicazione.

103.jpg

Figura 110.4: Esempio di connessione con Seyon.

110.8 Configurazione del modem

Nelle sezioni precedenti sono stati visti una serie di comandi e registri utili a definire il comportamento del modem. I programmi che utilizzano il modem, come i programmi di comunicazione e i fax, hanno la necessità di predisporre il modem nel modo ottimale per ciò che da loro deve essere fatto.

I programmi più sofisticati guidano l'utente alla configurazione del modem senza la necessità di indicare esplicitamente alcun comando AT. Questi programmi trasformano poi la configurazione in una stringa di inizializzazione che viene inviata al modem prima di qualunque attività.

I programmi meno sofisticati prevedono la possibilità per l'utente di inserire una stringa di inizializzazione che vada a sommarsi alla configurazione già gestita dal programma.

Esiste tuttavia la possibilità di inserire una configurazione di massima già nel modem, e questo viene descritto nella prossima sezione.

110.8.1 Profilo di configurazione del modem

I modem standard contengono una configurazione di fabbrica registrata su ROM e almeno un profilo di configurazione registrato in una memoria non volatile, modificabile da parte dell'utilizzatore.

La predisposizione di una buona configurazione in questa memoria non volatile, permette di utilizzare il comando ATZ per richiamare tutto ciò che in essa è stato definito, semplificando la configurazione attraverso i programmi che utilizzano il modem. La sequenza di operazioni seguente mostra il modo normale di predisporre una tale configurazione.

La prima cosa da fare è utilizzare un programma di comunicazione come Minicom per poter colloquiare con il modem.

minicom[Invio]

...
OK

Quasi tutti i programmi del genere, subito dopo l'avvio, inizializzano il modem in qualche modo. Prima di proseguire si carica il profilo di configurazione memorizzato precedentemente nella memoria non volatile.

ATZ[Invio]

OK

Si procede quindi con una serie di comandi che servono a cambiare la modalità di funzionamento del modem. In questo caso si cambia il tipo di responso in modo che sia compatibile con il tipo di linee telefoniche utilizzate in Italia, e si modifica il registro `S11' in modo che la pausa tra i toni di composizione sia di 100 millisecondi.

ATX3[Invio]

OK

ATS11=100[Invio]

OK

Per verificare l'esito, basta utilizzare il comando AT&V.

AT&V[Invio]

ACTIVE PROFILE:
B1 E1 L2 M1 Q0 V1 W0 X3  &B1 &C1 &D2 &G0 &L0 &P0 &Q0 &R0 &S0 &X0
%A013 %C1 %G1  \A3 \C0 \G0 \J0 \K5 \N3 \Q3 \T000 \V0 \X0  -J1 "H3 "O032
S00:000 S02:043 S03:013 S04:010 S05:008 S06:002 S07:060 S08:002
S09:006 S10:014 S11:100 S12:050 S18:000 S25:005 S26:001 S37:000 S72:000

STORED PROFILE 0:
B1 E1 L2 M1 Q0 V1 W0 X4  &B1 &C1 &D2 &G0 &L0 &P0 &Q0 &R0 &S0 &X0
%A013 %C1 %G1  \A3 \C0 \G0 \J0 \K5 \N3 \Q3 \T000 \V0 \X0  -J1 "H3 "O032
S00:000 S02:043 S03:013 S04:010 S05:008 S06:002 S07:060 S08:002
S09:006 S10:014 S11:095 S12:050 S18:000 S25:005 S26:001 S37:000 S72:000

TELEPHONE NUMBERS:
&Z0=
&Z1=
&Z2=
&Z3=

OK

Si può osservare la differenza tra il profilo attivo (il primo) e quello contenuto nella memoria non volatile (il secondo). Evidentemente può trattarsi soltanto delle due cose che sono state modificate. Se si desidera modificare altro si continua, altrimenti si memorizza il nuovo profilo di configurazione.

AT&W[Invio]

OK

Se si utilizza nuovamente il comando AT&V si può verificare che il profilo attivo è stato copiato nella memoria non volatile.

AT&V[Invio]

ACTIVE PROFILE:
B1 E1 L2 M1 Q0 V1 W0 X3  &B1 &C1 &D2 &G0 &L0 &P0 &Q0 &R0 &S0 &X0
%A013 %C1 %G1  \A3 \C0 \G0 \J0 \K5 \N3 \Q3 \T000 \V0 \X0  -J1 "H3 "O032
S00:000 S02:043 S03:013 S04:010 S05:008 S06:002 S07:060 S08:002
S09:006 S10:014 S11:100 S12:050 S18:000 S25:005 S26:001 S37:000 S72:000

STORED PROFILE 0:
B1 E1 L2 M1 Q0 V1 W0 X3  &B1 &C1 &D2 &G0 &L0 &P0 &Q0 &R0 &S0 &X0
%A013 %C1 %G1  \A3 \C0 \G0 \J0 \K5 \N3 \Q3 \T000 \V0 \X0  -J1 "H3 "O032
S00:000 S02:043 S03:013 S04:010 S05:008 S06:002 S07:060 S08:002
S09:006 S10:014 S11:100 S12:050 S18:000 S25:005 S26:001 S37:000 S72:000

TELEPHONE NUMBERS:
&Z0=
&Z1=
&Z2=
&Z3=

OK

Al termine basta concludere il funzionamento del modem. In questo caso con la sequenza [Ctrl+a][x].

110.9 Frequenza di variazione dello stato e velocità di trasmissione

Quando si utilizzano le porte seriali e i modem, è importante chiarire i concetti legati alla velocità di trasmissione. Per prima cosa è bene distinguere due situazioni: la comunicazione attraverso porte seriali, che per esempio può avvenire tra la porta seriale di un elaboratore e la porta corrispondente di un modem, e quella tra due modem, attraverso un doppino telefonico. Nel primo caso, i dati sono trasmessi solo in forma di segnale elettrico, in base alla tensione che questo assume. Ciò, tra le altre cose, implica una limitazione nella lunghezza del cavo. Nel secondo caso, invece, la distanza da raggiungere impone che le informazioni siano trasmesse attraverso una o più portanti di frequenza tale da essere adatte al mezzo.

Quando si parla di velocità di trasmissione attraverso un cavo seriale, l'unica indicazione possibile si riferisce al numero di bit che possono transitare nell'intervallo di un secondo, cosa espressa dall'unità di misura bps (Bit Per Second).

Quando si pensa alla trasmissione attraverso una portante modulata, oltre al concetto di velocità espresso in bit per secondo, si può aggiungere un parametro aggiuntivo che rappresenta la frequenza di variazione dello stato della portante. Si parla in questo caso di baud.

In origine, i tipi di modulazione utilizzati permettevano di trasmettere dati a una velocità massima pari allo stesso valore baud, e questo ha contribuito a confondere le due cose. Attualmente, i modem più recenti possono operare a un massimo di 2400 baud, mentre riescono a comunicare a una velocità in bps ben superiore (33600 bps sono diventati una cosa normale). Questo significa, evidentemente, che le tecniche di modulazione attuali permettono di trasmettere più bit per ogni baud.

In conclusione:

110.10 Impostazione della velocità

La velocità di comunicazione della porta seriale deve essere scelta opportunamente, in funzione della velocità con cui il modem è in grado di ricevere e trasmettere dati. Generalmente, la velocità della porta deve essere quattro volte superiore a quella della comunicazione del modem, perché potrebbe intervenire l'effetto della compressione dati ad aumentare il volume effettivo di informazioni scambiate.

Il problema si pone particolarmente quando si utilizzano modem con velocità di trasmissione superiore a 9600 bps.

In pratica, quando si usano modem da 9600 bps in su, si configura il programma di comunicazione per una velocità di 57600 bps, e quindi, a seconda dei casi, si utilizza `setserial' per impostare le modalità `spd_hi' o `spd_vhi'.

La tabella 110.9 riassume le impostazioni necessarie in funzione della velocità del modem utilizzato.

Velocità del modem Velocità del programma Opzioni di setserial
300 300
1200 1200
2400 2400
9600 57600
14400 57600 spd_hi
28800 57600 spd_vhi
33600 57600 spd_vhi
56000 57600 spd_vhi

Tabella 110.9: Impostazioni delle velocità e delle modalità di `setserial' in funzione della velocità del modem utilizzato.

110.11 Riferimenti

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Appunti Linux 2000.04.12 --- Copyright © 1997-2000 Daniele Giacomini --  daniele @ pluto.linux.it


1.) AT sta per Attention.


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